Grimoldieu
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“La Fiamma cammina con me”

Alessandro Grimoldieu
on edge

a cura di Silvia Agliotti e Paola Martino
3 - 15 febbraio 2026
GLI EROICI FURORI
​Via Melzo 30, 20129 Milano

Picture
Alessandro Grimoldieu, "La Fiamma cammina con me", 2026, pirografia laser su legno, penna grafica ed elaborazione AI, 21 cm X 29,7 cm
In quest’opera dedicata alle Olimpiadi di Milano Cortina, Grimoldieu mette in scena una figura atemporale, sospesa in un paesaggio montano che richiama l’archetipo alpino, luogo di fatica, ascesa e superamento del limite. Il soggetto, avvolto in vesti che appartengono a un passato non identificabile, porta con sé una fiaccola ardente: non un semplice simbolo olimpico, ma una manifestazione del fuoco del Qui e Ora.


La fiaccola diventa così il fulcro concettuale dell’opera. Non rappresenta solo la tradizione olimpica della continuità tra edizioni e popoli, ma agisce come innesco temporale: una fiamma che attraversa le epoche, che esiste simultaneamente nel passato mitico, nel presente tecnologico e nel futuro immaginato. Il fuoco non illumina soltanto il cammino, ma rivela i reticolati invisibili che connettono gli esseri umani: reti di intenzioni, sacrifici, allenamenti, sogni condivisi. Ogni atleta, ogni spettatore, ogni corpo in movimento è parte di questa trama sottile che vibra oltre la materia.


Il paesaggio stesso sembra reagire alla presenza della figura, come se la montagna fosse un’estensione della coscienza collettiva olimpica: dura, silenziosa, eterna. Qui lo sport non è competizione, ma rito.


Elemento centrale e volutamente ambiguo è il bastone sdoppiato. La sua duplicazione apre a molteplici livelli di lettura:
    •    Vittoria e superamento: il bastone può essere letto come una biforcazione del destino. Uno rappresenta il percorso individuale dell’atleta, l’altro la sua consacrazione nella vittoria. Il doppio strumento indica che nessun traguardo è raggiunto da un solo gesto, ma dalla sovrapposizione di tentativi, errori e perseveranza.
    •    Connessione tra atleti: i due bastoni diventano antenne simboliche, canali di risonanza tra corpi diversi ma sincronizzati. Come se ogni atleta fosse sostenuto da chi corre accanto a lui, prima o dopo di lui, in una staffetta eterna che attraversa le edizioni olimpiche.
    •    Significato mistico: in una lettura più esoterica, il bastone sdoppiato è il segno del passaggio tra piani. Ricorda il caduceo, l’asse del mondo, lo strumento dello sciamano. È il simbolo di chi cammina tra i mondi: tra storia e mito, tra realtà e immaginazione, tra carne e memoria. La duplicazione suggerisce che la forza non risiede nell’unità, ma nella tensione creativa tra due poli.


La maschera e la trama, elementi ricorrenti dell’estetica di Grimoldieu, negano ogni identità precisa: l’atleta non ha volto perché potrebbe essere chiunque. Il passato evocato non è mai stato realmente vissuto, ma soltanto immaginato, ricostruito, distorto. Come la memoria collettiva dello sport, che vive più nel racconto che nel fatto.


Quest’opera si inserisce così perfettamente nella serie del Qui e Ora che rompe il tempo lineare, creando un cortocircuito visivo e concettuale: un’immagine che sembra antica ma nasce da un linguaggio tecnologico proiettato nel futuro. Un falso storico consapevole, in cui la tradizione olimpica non viene celebrata, ma trasmutata.


Un viaggio rituale oltre il tempo, lo spazio e la memoria, dove la fiamma non si spegne perché non appartiene a un’epoca, ma a una rete eterna di coscienze in movimento.


Un viaggio oltre il tempo, lo spazio e la memoria.

Paola Martino
giornalista freelance, capo servizio redazionale Artuu Magazine, curatrice e critico d'arte

Memorie fuse nel campo quantico. Copyright Grimoldieu ®
Alessandro Grimoldieu.